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Missionari della misericordia. Don Pasqualino di Dio

Don Pasqualino di Dio sarà uno dei sacerdoti più giovani che Papa Francesco ha scelto per essere Missionario della Misericordia. Papa Francesco invierà nel mondo il 10 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, don Lino insieme a 1071 sacerdoti per predicare la Misericordia e assolvere i casi riservati alla Santa Sede. Don Pasqualino, 33 anni, ha iniziato quando aveva 13 anni il Movimento “Fraternità Apostolica della Divina Misericordia” oggi presente in varie Diocesi italiane.
<<Sono contento – afferma don Pasqualino – di poter svolgere questo servizio per il bene delle anime e portare a tutti l’abbraccio paziente di Dio e la benedizione del Santo Padre.>>
Don Pasqualino è stato uno dei primi sacerdoti che ha incontrato Papa Francesco subito dopo la sua elezione. Il 17 marzo 2013, notandolo in mezzo alla folla lo chiamó per la celebrazione nella Chiesa di Sant’Anna, li il sacerdote siciliano parlò del suo impegno nelle varie Diocesi a portare il messaggio biblico della Misericordia. Don Pasqualino dopo un ulteriore incontro avvenuto il 2 aprile ha fondato insieme a delle giovani coppie la “Piccola Casa della Misericordia”.
«Dopo aver concelebrato l’Eucarestia nella cappella di Santa Marta, durante un incontro privato Papa Francesco mi ha chiesto di fondare una casa dove tutti potessero sentirsi abbracciati dall’amore del Padre e percepire la tenerezza della Chiesa. In questa struttura oggi assistiamo circa 2 mila persone e lo scorso 6 gennaio il nostro vescovo, Mons. Rosario Gisana ha aperto la Porta Santa della misericordia». Tanti i volontari che rendono possibili i servizi della mensa, della distribuzione di cibo e vestiti, recupero scolastico, servizio di mediazione familiare, centro d’ascolto con figure professionale e molto altro a beneficio delle famiglie in difficoltà e gli immigrati: una miriade di attività sostenute dalla Divina Provvidenza.
Come Missionario della Misericordia, don Lino sarà a disposizione delle diocesi per le confessioni, incontri e catechesi, i vari missionari dopo il mandato pontificio ritorneranno nelle loro Diocesi di provenienza, i vescovi possono contattarli attraverso un elenco che il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione sta inviando a tutti i presuli del mondo.
<<L’intenzione di Papa Francesco – afferma don Pasqualino- è quella che i missionari siano segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio”(MV 18) é un mandato senza precedenti che conferma la svolta pastorale che Francesco sta donando alla Chiesa, cioè di una Chiesa in uscita, della Misericordia portata alla gente lì dove vive. I 5 casi riservati alla Sede Apostolica o meglio delitti, attualmente riservati solo alla Penitenziaria Apostolica sono: profanazione eucaristica, violazione del segreto confessionale, attentato alla persona del Papa, consacrazione episcopale senza mandato pontificio, assoluzione del complice, ora i Missionari potranno assolvere questi delitti insieme a quello dell’aborto, facoltà che Papa Francesco ha concesso a tutti i sacerdoti. In questo tempo in cui il Sacramento della Confessione è in crisi ambedue le parti, penso che il Papa vuole in quest’anno giubilare la Chiesa rifletta su questo grande sacramento che non è un obbligo ma un occasione per sentire la carezza di Dio che mai si stanca di venirci incontro>>
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