Cultura

Scuola concorso a cattedre. Quello che dovete sapere

Ecco tutto quello che dovete sapere sul prossimo Concorso a Cattedre

Potranno partecipare solo gli abilitati all’insegnamento al concorso?

Sì esatto. Si può inoltre partecipare per Infanzia e Primaria se si possiede un Diploma di Scuola Magistrale ante 2001/02 o Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Quando uscirà il bando e si terrà il concorso?

Il bando dovrebbe uscire il I febbraio, in quanto il 28 gennaio uscirà dal CSPI (Consiglio Superiore Pubblica Istruzione), eventualmente modificato, ma definitivo.

La prova scritta è prevista entro fine marzo, l’orale a giugno e l’immissione in ruolo in settembre, entro il nuovo anno scolastico!

Per quali classi di concorso sarà aperto il concorso?

Oltre ovviamente a Infanzia e Primaria, per la Secondaria sarà aperto per le seguenti (nuove) classi di concorso

Quali prove sono previste?

E’ prevista 1 prova scritta ed eventuale prova pratica per alcune classi e 1 prova orale. Non ci sarà per nessun ordine e grado di scuola la prova pre-selettiva.

La prova scritta, o grafica per le classi di concorso che  la prevedono, saranno composte da 8 quesiti a risposta aperta inerenti la trattazione articolata di tematiche disciplinari, culturali e professionali, volti all’accertamento delle conoscenze e competenze  didattico-metodologiche in relazione alle discipline  oggetto di insegnamento. Per i posti di sostegno la prova scritta verterà  sempre su 8 quesiti a risposta aperta finalizzati a valutare le conoscenze sulla integrazione scolastica degli alunni diversamente abili.

2 dei quesiti a risposta aperta, per tutti gli ordini e gradi di scuola saranno in lingua straniera e dovranno essere trattati dal candidato nella medesima lingua al fine di  accertare la competenza almeno a livello B2. Le lingue previste sono inglese, francese, tedesco, spagnolo. Il candidato al momento della presentazione della domanda indicherà la lingua prescelta. Per la sola scuola primaria la lingua obbligatoria della prova sarà l’inglese. Per le classi di concorso scuola media e superiore di lingua la prova scritta sarà svolta solo in lingua straniera. La durata della prova scritta è di 150 minuti. Relativamente sempre alla prova scritta, per tutti gli ordini e gradi di scuole i candidati dovranno essere in possesso dei titoli culturali e professionali indicati nelle avvertenze generali. La prova scritta e/o grafica sarà  valutata in 40emi. La prova si intende superata con una votazione di 28/40

La prova orale, per coloro che superano la prova scritta e/o grafica, avrà una durata di 45 minuti, di questi 35 minuti saranno dedicati ad una lezione simulata preceduta  da un’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche compiute nella preparazione e 10 minuti d interlocuzioni della commissione con il candidati sui contenuti della lezione anche ai fini dell’accertamento della conoscenza della lingua straniera. La prova orale per i posti comuni, distinta per classi di concorso o per aggregazioni delle stesse, nonché per tipologia di posto, ha per oggetto le discipline di insegnamento, e il programma contenuto nell’allegato al bando e tenuto conto di quanto indicato nelle avvertenze generali per i posti di sostegno, oltre a quanto contenuto nell’allegato al bando, tenderà a valutare la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volta e all’apprendimento della lezione curricolare, nonché la capacità di trasmissione e progettazione didattica con riferimento alle diverse tipologie di sostegno, anche utilizzando le tecnologie in uso nelle scuole. Anche per i posti di sostegno è previsto l’accertamento della conoscenza della lingua straniera livello B2. La prova orale sarà valutata in 40emi. La prova si intende superata con una votazione di 28/40

Le tracce delle prove sono predisposte a livello nazionale.

Quale sarà il programma delle prove?

Il requisiti dei candidati verificati nelle prove sono i seguenti:

  1. Sicuro dominio dei contenuti delle discipline di insegnamento.
  2. Conoscenza critica delle discipline di insegnamento e dei loro fondamenti epistemologici per poter individuare gli itinerari più idonei per una efficace mediazione didattica, impostare e seguire una coerente organizzazione del lavoro, adottare opportuni strumenti di verifica dell’’apprendimento, di valutazione degli alunni e di miglioramento continuo dei percorsi messi in atto.
  3. Conoscenza dei principali strumenti didattici delle discipline di riferimento e dei criteri per valutarli; conoscenze nel campo dei media per la didattica e degli strumenti interattivi per la gestione della classe (TIC); conoscenza della sitografia di ambito disciplinare e delle biblioteche online, cui far ricorso anche per il proprio aggiornamento culturale e professionale.
  4. Conoscenza dei fondamenti della psicologia dello sviluppo e della psicologia dell’educazione.
  5. Conoscenze approfondite pedagogico-didattiche finalizzate all’attivazione della relazione educativa e alla promozione di apprendimenti significativi e in contesti interattivi in stretto coordinamento con gli altri docenti che operano nella classe, nella sezione, nel plesso scolastico, e con l’intera comunità professionale della scuola; capacità di progettazione curriculare.
  6. Competenze sociali, relative all’organizzazione dell’apprendimento, alla gestione di gruppi e alle relazioni interpersonali, per la conduzione dei rapporti con i diversi soggetti che agiscono nella scuola.
  7. Conoscenza dei modi e degli strumenti idonei all’attuazione di una didattica personalizzata, coerente con i bisogni formativi dei singoli alunni, con particolare attenzione ai bisogni educativi speciali (BES).
  8. Conoscenza delle problematiche legate alla continuità didattica e all’orientamento.
  9. Padronanza delle tematiche legate alla valutazione (sia interna sia che esterna), anche con riferimento alle principali ricerche comparative internazionali e alle indagini nazionali (INVALSI); conoscenza delle prospettive teoriche riferite alla valutazione e all’autovalutazione, con particolare riguardo all’area del miglioramento del sistema scolastico, dei gruppi di lavoro e delle persone (studenti e docenti).

10. Conoscenza approfondita delle Indicazioni nazionali vigenti per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo e per i licei, e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali, anche in relazione al ruolo formativo assegnato ai singoli insegnamenti all’interno dei profili delle competenze.

11. Conoscenza della legislazione e della normativa scolastica con riferimento ai seguenti temi: 

    a) la Costituzione italiana e linee essenziali dell’ordinamento amministrativo dello Stato

    b) l’evoluzione storica della scuola italiana, dalla Legge Casati alla Legge 107/2015;

    c) la Legge 107/2015;

    d) l’autonomia scolastica e l’organizzazione del sistema educativo di istruzione e formazione (dPR 275/1999, dlgs 15 aprile 2005, n. 76, DM 22 agosto 2007, n. 139);

    e) gli ordinamenti didattici: norme generali comuni e, relativamente alle procedure concorsuali, al relativo grado di istruzione (L. 107/2015, dPR 89/2009, dPR 87/2010, dPR 88/2010 e dPR 89/2010, dPR 122/2009);

    f) la governance delle istituzioni scolastiche (Testo Unico, Titolo I capo I);

    g) lo stato giuridico del docente, il contratto di lavoro, la disciplina del periodo di formazione e di prova;

    h) i compiti e le finalità degli organi tecnici di supporto: l’Invalsi e l’Indire.

    i) il sistema nazionale di valutazione (dPR 80/2013)

    Conoscenza dei seguenti documenti europei in materia educativa recepiti dall’ordinamento italiano:

    a) Quadro Europeo delle Qualifiche per l’apprendimento permanente e relative definizioni di competenza, capacità e conoscenza (raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 23 aprile 2008);

    b) la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente

    c) Programmi di scambi/mobilità di docenti e studenti: programma Erasmus+.

    Conoscenza di una lingua straniera comunitaria al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue straniere.

    Competenze digitali inerenti all’uso e le potenzialità delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento.

Quali titoli saranno valutati?

Titolo di accesso.

La tabella distingue tra i titoli relativi a scuola dell’infanzia e primaria, scuola secondaria di I e II grado, posti di sostegno, posti per insegnanti tecnico pratico (comunque per ognuno è possibile conseguire non oltre 10 punti), nella bozza sono contenuti i punteggi da associare ai titoli e ai servizi utili a “ciascuna procedura concorsuale”.

Questi riguardano il dottorato di ricerca (5 punti), un diploma di laurea ulteriore però a quello utile all’accesso per l’abilitazione (1,5 punti), laspecializzazione per il sostegno (1,5 punti, ma non si considera per l’accesso al concorso per il sostegno), il titolo utile all’insegnamento in Clil(1,5 punti), certificazione CeClil (1 punto).

All’abilitazione, in quanto titolo di accesso, viene attribuito un punteggio proporzionale al punteggio conseguito (comunque non oltre 2,5 punti), per l’abilitazione nella scuola secondaria e quella conseguente alla laurea in Scienze della Formazione Primaria (pure conseguita all’estero) vengono assegnati altri 5 punti. Lo stesso metro (2,5 + 5 punti) vale per i candidati al sostegno. Mentre per gli Itp il titolo di idoneità “d’insegnamento nella specifica classe di concorso”, può comportare sino a 10 punti.

Hanno il loro peso, con punteggi variabili, anche eventuali perfezionamenti post diploma e post laurea, master universitarialtre abilitazioni all’insegnamento, la collocazione in graduatorie di merito relativi a concorsi precedenti, le certificazioni linguistiche dal livello C1 in poi, Certificazione Glottodidattica II livello, Abilitazione alla libera professione

Per quanto riguarda il servizio d’insegnamento svolto, il Miur ha deciso di assegnare 0,5 punti per ogni anno: a tal fine, viene considerato “il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo per ciascun anno scolastico continuativo non inferiore a 180 giorni, ovvero quello valutabile come anno di servizio intero”. Il servizio ritenuto utile, non è solo quello svolto nelle scuole statali o paritarie di ogni ordine e grado, ma anche nei convitti statali e nei centri di formazione professionale. Il riferimento normativo rimane sempre il D.M. 124/1999.

fonte (CFIScuola – Consorzio Ferrara Innovazione)

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