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Il “coraggio” del giovane sindaco di Troina. Revocati terreni affidati a mafiosi

Le mani della mafia sui contributi europei per l’agricoltura. Per la prima volta gli enti regionali cominciano a chiedere la certificazione antimafia anche per l’affidamento di appezzamenti di valore inferiore ai 150 mila euro, scoprendo che i terreni sono in mano alla mafia.

Al Parco dei Nebrodi e al Comune di Troina sono state revocate nelle ultime settimane assegnazioni per 4.200 ettari di terreno sui quali sono stati ricevuti contributi a valere su fondi Agea e fondi Ue per 2,5 milioni di euro all’anno.

Con percentuali preoccupanti: sulle 25 certificazioni chieste, 23 hanno avuto lo stop dalle prefetture di Enna e Messina per reati come l’associazione mafiosa e per legami con i più potenti clan mafiosi dell’Isola, quelli dei Bontempo Scavo, dei Conti Taguali, dei Santapola e dei clan “tortoriciani” e di Cesarò.

“Abbiamo rotto un sistema”, dicono in coro il prefetto di Messina, Stefano Trotta, e il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, che hanno varato lo scorso anno un protocollo pilota per i controlli nelle assegnazioni dei terreni pubblici anche di valore inferiore ai 150 mila euro. Protocollo poi esteso a tutti gli enti regionali dal governatore Rosario Crocetta, dall’ex assessore all’Agricoltura Nino Caleca e da quello alle Attività produttive Maurizio Croce. A Troina erano stati assegnati dalle amministrazioni precedenti, senza gara e senza alcun avviso pubblico, ben 4.200 ettari di terreno. “Per 13 imprenditori su 15 la certificazione antimafia è stata negativa — dice il sindaco Fabio Venezia — abbiamo così revocato le assegnazioni. Anche quelle per le compagne di due soggetti all’ergastolo per omicidio”.

Il valore di questi terreni è enorme: in media ogni mille ettari di terreno si possono ottenere contributi per 550 mila euro l’anno. «La nostra revoca è stata una delle più grandi fatte in Italia», dice il sindaco dem Venezia. Tra Parco dei Nebrodi e Troina, sono stati revocati terreni che ricevevano 2,5 milioni di contributi all’anno. E questa potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg, mentre i controlli adesso scatteranno in tutti gli enti regionali. “Purtroppo è quello che sospettiamo perché quello dei controlli sulla assegnazioni dei terreni da parte di enti pubblici è stato un campo trascurato — dice il prefetto di Messina, Stefano Trotta — il giro d’affari è vorticoso”.

“La vicenda riportata da Repubblica Palermo relativa ai fondi agricoli dati in concessione dalle amministrazioni pubbliche svela un giro di affari milionario. Nel silenzio per anni la mafia ha potuto mettere le mani su importanti risorse comunitarie, migliaia di ettari dati in concessione a canoni irrisori ad aziende prive della certificazione antimafia e riconducibili ai boss”. Così il deputato siciliano Erasmo Palazzotto e Celeste Costantino, componente della commissione parlamentare antimafia. “Quanto è emerso nel territorio dei Nebrodi e del comune di Troina, dove per la prima volta anche le concessioni di terreni dal valore inferiore a 150 mila euro sono state monitorate, conferma- proseguono Palazzotto e Costantino- la necessità di una maggiore e puntuale vigilanza. Sulla vicenda nei prossimi giorni presenteremo un’interrogazione alla Camera e porremo il tema all’attenzione della commissione parlamentare antimafia”.

di Antonio Fraschilla “La Repubblica” – Ed. Palermo
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