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Enna: chiesto il rinvio a giudizio per il ventiseienne che ha travolto e ucciso Rosa Pistarà

Enna – Il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Enna, dott.ssa Stefania Leonte, in data 21 giugno 2018 ha chiesto il rinvio a giudizio per S. A. T., il ventiseienne del posto che giusto un anno fa, a Catenanuova, ha travolto e ucciso con il suo scooter un pedone, la settantaduenne, anche lei residente in paese, Rosa Pistarà.

In relazione alla richiesta, il Gip del Tribunale, dott. Vittorio Giuseppe La Placa, con avviso datato 26 giugno, ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 18 settembre 2018, alle 9, presso il Palazzo di Giustizia di Enna. Un passo importante per le legittime aspettative di giustizia dei familiari della vittima i quali, per essere assistiti, attraverso i consulenti personali Salvatore Agosta e Giancarlo Bertolone, si sono affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

La tragedia si è consumata il 28 giugno 2017 in via Libertà, all’altezza del civico 57, in un tratto di rettilineo, pianeggiante e costeggiato da case. L’anziana aveva praticamente completato l’attraversamento della strada a piedi quando è stata travolta da un motociclo Aprilia SR-MAX 300 condotto, appunto, dal giovane S. A. T., che se la sarebbe cavata con ferite lievi. L’impatto è stato terribile, il pedone è stato sbalzato a parecchi metri di distanza dal punto d’urto, rovinando esanime sull’asfalto e a nulla sono valsi i disperati tentativi dei sanitari del Suem, accorsi in ambulanza, di rianimare la donna: al medico del 118 non è rimasto che constatarne il decesso. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Catenanuova, che successivamente avrebbero contestato al motociclista un’infrazione per eccesso di velocità su una strada in pieno centro abitato con il limite dei 50 km/h.

Come da prassi, la Procura della Repubblica di Enna ha aperto un fascicolo per omicidio stradale iscrivendo S. A. T. nel registro degli indagati “per colpa generica e specifica consistita nel non aver regolato la velocità (…) in un tratto di strada fiancheggiato da edifici”, in violazione di quanto disposto dal Codice della Strada, “nel non essere stato in grado di compiere le necessarie manovre di guida atte a evitare l’impatto e l’arresto tempestivo del veicolo (…) e nel non aver rispettato il limite d 50 km/h imposto per la circolazione su strada urbana”. In altre parole, se la velocità tenuta fosse stata adeguata, il ventiseienne sarebbe con ogni probabilità riuscito a evitare il pedone o, quanto meno, le conseguenze dell’impatto sarebbero stati meno gravi.

A conclusione delle indagini preliminari, il Pm, dott.ssa Leonte, ha dunque ritenuto di richiedere l’emissione de decreto che dispone il giudizio nei confronti dell’imputato, richiesta su cui il Gup ha fissato l’udienza preliminare per il 18 settembre.

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