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Nicosia: presentato il libro “La nostra memoria della Grande Guerra” a cura di Patrizia Venuta e Luigi Gagliano

Nicosia – Nell’Istituto Superiore  “Fratelli Testa” di Nicosia, lunedì 28 maggio appena trascorso, è stato presentato il libro “La nostra memoria della Grande Guerra” curato con tanto impegno dai docenti Patrizia Venuta e Luigi Gagliano con l’ausilio degli studenti del liceo.

Una testimonianza storica ancora viva basata su racconti e memorie intorno la prima guerra mondiale fatta tramite le esperienze di soldati e persone del nostro territorio.

Ha introdotto il libro e i relatori il dirigente scolastico Josè Chiavetta, che ha  parlato di un lavoro di ricerca e approfondimento partendo da un manoscritto di Francesco Venuta, zio paterno di Patrizia Venuta, portato a termine con l’aiuto degli studenti. I protagonisti della Grande Guerra sono ragazzi di appena 18 anni strappati alle campagne e mandati al fronte a morire.

Dopo i saluti del vescovo della Diocesi di Nicosia, Salvatore Muratore, che ha ricordato il notevole contributo di Patrizia per la realizzazione del libro “I vescovi della Diocesi di Nicosia”, per il quale la storia va letta dalla parte del popolo e la memoria è sempre ricchezza perché ci fa scoprire le nostre radici, del sindaco di Nicosia, Luigi Bonelli, che ha ricordato i tantissimi morti per i quali si sono costruiti “I monumenti ai caduti in guerra” per ricordare le loro eroiche gesta, è intervenuto il generale di brigata Claudio Minghetti, comandante militare dell’Esercito in Sicilia, che, forte dell’esperienza di aver partecipato a sette operazioni di guerra, ha parlato di pace che va preservata, di una gioventù che ha avuto la fortuna di non conoscere la guerra.

Tra i relatori c’è stato Franco Amata, già deputato regionale e docente del vecchio liceo classico, professore ordinario di Storia dell’agricoltura presso l’Università degli Studi di Catania, per il quale  il libro è un quadro puntuale della vita della Sicilia e della nostra comunità e la storia locale non è una ricerca minore, è storia con la S maiuscola.

  Per Giuseppe Nigrelli, già docente di storia e filosofia presso il liceo classico “Nunzio Vaccalluzzo” di Leonforte, studioso e specialista di storia locale, il libro è una lodevole opera, non una semplice elencazione di date e fatti, ma una composizione attenta e puntuale della storia locale. Si è soffermato sul culto dei monumenti ai caduti in guerra fiorito negli anni Venti del secolo scorso, sulle fastose celebrazioni da parte del Fascismo che acquisiva consensi per la funzione sociale e commemorativa ad esse attribuite, mentre durante il periodo repubblicano esprimevano civismo e umanità.

La poetessa Grazia Gangitano ha letto alcune poesie in gallo-italico del poeta Carmelo La Giglia scritte durante il periodo bellico, riecheggianti il decadentismo del poeta Gabriele D’Annunzio.

Patrizia Venuta ha ringraziato gli studenti, i relatori e le autorità civili, religiose e militari. Ha accennato  alle difficoltà di attingere le notizie dai documenti originali la cui ricerca faticosa fatta assieme agli studenti ha avuto una ricaduta didattica notevole. Una microstoria, il libro, con la convinzione che “la storicità non riguarda solo entità statali, i grandi sistemi, ma anche le vicende individuali e di una piccola comunità, quale la nostra”. Un lavoro scrupoloso che le ha permesso di incontrare tante persone. Una guida preziosa è stato il dirigente Chiavetta che “ha incoraggiato e sostenuto il progetto” e ha avuto il merito di reperire i soldi per la pubblicazione.

Luigi Gagliano, coautore del libro e docente di Storia e Filosofia del liceo, ha accennato alla sua contrarietà iniziale ad essere coinvolto nella stesura del libro e data la calorosa insistenza di Patrizia vi ha partecipato a pieno titolo approfondendo “la questione dei prigionieri nel contesto del I conflitto mondiale e, in  particolare, di esaminare le ripercussioni nel nostro territorio”.

Durante il dibattito è intervenuta l’avvocato Franca Rupe, nipote di Salvatore Rupe, eroe di guerra nicosiano deceduto nel 1917. La famiglia Rupe ha donato ai curatori del libro ed al dirigente scolastico una targa ricordo dell’evento. Ha portato il suo saluto Giuseppe Mazzaglia, esperto di storia militare e presidente del Comitato Grande Guerra in Sicilia, che all’interno dei locali dell’Istituto Fratelli Testa ha allestito la mostra dei cimeli riguardante  “La Sicilia nella Prima Guerra Mondiale”. Con la recita di poesie, l’interpretazione di testi e canzoni, sono intervenuti alcuni studenti dell’Istituto accompagnati al pianoforte dal maestro Pino Lo Votrico.

La serata si è conclusa alla grande con la “Canzone del Piave” del maestro Ermete Giovanni Gaeta, un simbolo italiano della grande guerra e inno nazionale fino al 12 ottobre 1946, cantata da Maria Carmela Mannino. (foto Telenicosia.it)

Giuseppe Sammartino

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