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Cosa ci porta a mangiarci le unghia?

L’onicofagia è un disturbo molto diffuso caratterizzato nel mangiarsi le unghie tanto da aversi, nei casi più gravi, anche la lesione della pellicina e della cute circostante al dito e la conseguente possibilità d’infezione. Alla base dell’onicofagia c’è spesso un motivo psicologico e di solito si presenta nei momenti di non tranquillità. Questo disturbo, frequente in età pediatrica, è presente anche in età adulta soprattutto quando il soggetto vive una situazione di stress o di noia o di ansia. Nel bambino spesso si manifesta in determinate occasioni per esempio quando è in arrivo un fratellino o quando sono presenti in famiglia o a scuola tensioni affettive o d’insicurezza.

L’onicofagia è proprio una risposta emotiva attraverso la quale il piccolo scarica la tensione accumulata.  Quando puoi si cresce e si matura sebbene si riescono a superare, da un punto di vista dell’emotività, i problemi che hanno portato questo disagio, l’abitudine, nella maggior parte dei casi, rimane; l’onicofagia può protrarsi, in alcuni casi, anche nell’adolescenza e nell’età adulta.  Secondo la teoria di Freud, l’onicofagia è una fissazione orale che evidenzia un legame tra la bocca e il corpo. Il disturbo, apparentemente innocuo, è un atteggiamento tendenzialmente autolesionistico e pertanto è importante da parte dei genitori non sottovalutarlo cercando, anche facendosi aiutare da uno psicologo, di capire la causa o le cause che lo inducono. 

Quando il soggetto non riesce a controllare il suo disturbo spontaneamente o con le cure comuni come bendaggio del dito, applicazione di uno smalto amaro, uso di guanti ecc. importanti sono le tecniche di gestione dello stress con un psicoterapeuta e una costante attività fisica. Anche l’impegno di chewingum senza zucchero o del classico bastoncino di liquirizia, quando si sente la voglia di mordere le unghia, può essere d’aiuto.  Rosario Colianni

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