Cultura

Sicilia muta in un mercoledì di passione al circolo Talia di Leonforte

Leonforte – Al circoloTalia Gallier Art di Leonforte, che è un punto di incontro e confronto d’artisti che hanno il piacere di ritrovarsi mensilmente per espirare note di parole e di colore, per presentare mostre e rassegne pittoriche, per organizzare conferenze, convegni, dibattiti, scambi artistici nazionali e internazionali e per discutere temi legati alla storia e agli avvenimenti del proprio territorio, sorseggiando in amicizia un tè o un caffè, nel passato mercoledì di passione ha avuto luogo il consueto incontro mensile questa volta vertente sul tema del silenzio intorno ai temi scottanti e irrisolti degli italiani e dei siciliani in particolare.

Per Giusy Grasso, ( nella foto) l’animatrice principe di questi incontri, su questi argomenti c’è paura di parlare apertamente, c’è silenzio sulle colpe altrui e su nomi e cognomi da fare per timore di conseguenze negative nell’esporsi, c’è mutismo su fatti ingiusti e illeciti per salvaguardare i propri interessi. Questo silenzio da “Sicilia muta” nasce dall’indifferenza generale secondo cui “se nessuno dice niente, perché devo essere io a perdere il mio tempo e metterci la faccia per farlo? “.

  Per la Grasso la gente non ha il coraggio di denunciare le leggi ingiuste, tra cui quelle sull’acqua e sui rifiuti. I social sono pilotati e le multinazionali farmaceutiche ci propinano medicinali pieni di effetti collaterali che peggiorano la nostra salute. Così permane il silenzio più assoluto su molte vicende e la Sicilia, “terra bedda e maledetta”, rimane muta su ciò che è veramente importante dire.

Ma non è solo una questione di fatti mafiosi, quanto anche di silenzi sulle azioni delle multinazionali, sulle azioni della sanità, sulla politica e su altri fatti loschi del paese, su cosa si agita al suo interno. L’omertà è un intreccio morboso e vizioso fatto di complicità, di amicizie, di giochi psicologici e materiali di dominio e di soggezione, di forme di centralità maschilista, che torna indietro, come un boomerang, a ripercuotersi su noi stessi.

A tal proposito – ha concluso Giusy Grasso –  cosa potremmo fare nel nostro piccolo ? Può una parola detta, un fatto esposto cambiare la situazione? Oppure tutto è compromesso?

Per Linda bruno le multinazionali, le imprese stranieri, prendono i contributi e delocalizzano le loro attività a danno dei lavoratori.

Per il poeta Carlo Salamone questi incontri sono utili per allargare la nostra conoscenza, l’orizzonte del nostro sapere. C’è in Italia servilismo, nepotismo, presenti dove c’è povertà e ignoranza. Bisogna che ciascuno di noi si chieda se ha fatto fino in fondo il suo dovere.

Per il pittore Rocco Paci la Sicilia “è muta, silente di un passato d’infamia. E’una Sicilia che brama e si ribella di un presente affamato di potere. Sicilia che muta giorno dopo giorno, muta le vesti, muta la gente e le gesti. Sicilia che muta il sentiero che percorre e di quel sentiero nessuno perirà”.

All’incontro hanno partecipato Angela Lo Pumo, Mirella Pizzuto, Ornella Salamone, Franca Smario, i pittori Michele Ventimiglia di Enna e Gaetano Provitina di Assoro, Gaetano Rubulotta di Agira.

Giuseppe Sammartino

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