Cultura

Dell’autrice Nicoleta Nicolau: presentazione della città di Calascibetta, poesia ad essa dedicata

Calascibetta…
Nonostante il tempo passi, tu resti la stessa.
Stai lì sul tuo piedistallo, meravigliosa principessa.
Non ho potuto mai dimenticare il nostro primo incontro:
tu, aspettavi a braccia aperte, accarezzata dalla luce del sole
il mio arrivo sul vento dell’amore.

Conoscevi già il mio destino.
Infatti, mi hai accolta come una madre,
mi hai stretta subito al tuo seno
e il mio cuore ha ricambiato facendoti un elegante inchino.
Mi hai lasciato girovagare per la tua anima
e lì, nei tuoi vicoli stretti
ho scoperto la sua bellezza
raccontata dal vento e dai muri
che sussurravano storie di vita in arabo, spagnolo, latino ma soprattutto, nel dialetto siciliano.


Mi hanno detto che rimpiangono lo scalpitio dei muli
e i canti delle donne che andavano a infornare il pane vestite di grembiuli.
Rimpiangono le voci dei bambini che riempivano i vicoli,
le loro risate e i giochi infiniti senza la presenza dei giocattoli.
I mezzi e le persone cambiano ma tu resti la stessa
Stai sempre con le braccia aperte, bella principessa.
Ti amano tutti: il vento, il sole e la pioggia
e spesso, ti avvolge una fitta nebbia
che invade ogni angolo nascosto.
Rimanete così abbracciati per ore o giorni interi
e quando silenziosa se ne va,
il sole ti illumina
e tu risplendi.
Dopo un decennio di riflessione
mi sono sdraiata sul tuo palmo.
Mi sentivo piena di te, ricca più che mai.
i miei occhi si sono riempiti dell’azzurro del cielo
che tu appoggiavi con quella stessa mano.
Arroccata sul monte Xibet, il tuo piedistallo,
con le braccia aperte e con me sul tuo palmo
ascolteremo il suono delle campane
e il canto delle rondini
mentre i tramonti
dipingeranno di rosso
le croci delle chiese e i nostri volti.

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