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Presentato a Leonforte l’opuscolo  “Luce sul quadro” di Claudio Benintende

   Dopo “Quaderni ed Esempi di programmazione didattica per l’Educazione Artistica” del 1989, di “Elezione di Mattia all’Apostolato” del 2010  e di “Guglielmo Borremans nella chiesa San Giuseppe a Leonforte “ del 2013, il leonfortese Claudio Benintende, in atto residente a Novate Milanese, già apprezzato docente in discipline pittoriche, con la casa editrice di nicchia in crescente espansine Euno Edizioni di Emilio Barbera, ha dato alla stampa il libretto “Luce sul quadro. La cacciata dei mercanti dal tempio” che è un’esaustiva pubblicazione storico-critica sul dipinto (olio su tela) custodito nella sagrestia della Chiesa Madre San Giovanni Battista di Leonforte.

   Venerdì 2 marzo appena trascorso, nella suddetta Chiesa Madre, in concomitanza alla messa domenicale dedicata, vedi caso, al passo evangelico sulla cacciata di Gesù dei mercanti dal tempio, questo ben strutturato volumetto su un’opera d’indubbio valore artistico presente a Leonforte, nato “dalla curiosità ed interesse suscitato dal quadro” e dedicato alla memoria dell’architetto Francesco Anastasio recentemente scomparso, è stato presentato dal prof. Paolo Giansiracusa, docente ordinario di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Catania, con una interessante relazione sull’individuazione dell’autore sconosciuto dell’opera in cui “con chiarezza riecheggiano tutti i caratteri stilistici ed espressivi della pittura del Merisi”, che ha suscitato l’ammirazione e applauso degli intervenuti.

   Il prof. Giansiracusa ritiene motivatamente che possa trattarsi di un’opera di autore meridionale degli inizi del Seicento, vicino alla maniera del pittore siracusano Mario Minniti, passato alle cronache per la sua amicizia con Michelangelo Merisi da Caravaggio.

   Il pregevole libro si compone di una nota introduttiva da parte del predetto Giansiracusa, di una postfazione a cura di Gaetano Algozino, di una traduzione del testo in inglese collocata in appendice con revisione stilistica di Daniele Iozzia, di capitoli che si possono raggruppare in tre tematiche principali: la prima “si concentra sulle somiglianze stilistiche, comparative e sui piccoli dettagli espressivi che caratterizzano il marchio e lo stile di Mario Minniti, stile molto vicino a quello dell’ultimo periodo di Caravaggio”; la seconda “è una lettura particolareggiata dei contenuti del quadro, descrivendone composizione, struttura, ritmo ed espressione e rivelandone possibili allegorie”; la terza “si struttura sul contesto storico/artistico/urbanistico (1610-1660) relativo alla fondazione di Leonforte e alla costruzione della Chiesa Madre San Giovanni Battista dove è custodita l’opera”.

   Alla presentazione del libro sono stati presenti un pubblico delle grandi occasioni, il sindaco Francesco Sinatra, l’assessore alla cultura e istruzione Rosa Elena Pedalino e l’arciprete Carmelo Giunta, parroco dell’Unità Pastorale delle Parrocchie San Giovanni Battista e Santo Stefano Protomartire di Leonforte. Giuseppe Sammartino

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