Cronaca

Enna, Poliambulatorio gratuito: Intervista al Segretario Territoriale Cisl Carmela Petralia

In merito alla conferenza stampa di presentazione dell’apertura del Poliambulatorio gratuito, che si terrà a Enna martedì 9 gennaio alle ore 10.30 nei locali della Croce Rossa di via Legnano 22 abbiamo intervistato il Segretario Territoriale Cisl di Enna Carmela Petralia per saperne di più sull’importante iniziativa che vedrà presente il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina Mons. Rosario Gisana:

Segretario Petralia ci spiega in cosa consiste il Poliambulatorio gratuito che si aprirà ad Enna?

Si tratta di un servizio di assistenza gratuita rivolto alle persone che si trovano in stato di svantaggio sociale e che si realizza attraverso prestazioni mediche e infermieristiche da parte di medici e figure sanitarie specializzate messe a disposizione dai soggetti aderenti al protocollo.

Come si potrà accedere?

Presso la sede della Croce Rossa di Enna sarà istituita, sotto coordinamento della Vice presidenza CRI Enna, una segreteria che gestirà le richieste di prenotazione.

Per determinare il livello di disagio sociale che darà accesso alle prestazioni del Poliambulatorio verrà utilizzato il certificato ISEE che non dovrà essere superiore all’importo annuo dell’assegno sociale previsto dalla legge.

Inoltre, i soggetti convenzionati potranno individuare e segnalare nuclei famigliari e soggetti svantaggiati presenti sul territorio ed indirizzarli al Poliambulatorio.

Sinergia tra Cisl Croce Rossa e Diocesi: Enna capofila di un nuovo impegno sociale?

Credo che questo sia l’inizio di un percorso che vede il sindacato, il mondo dell’associazionismo e quello ecclesiastico uniti per la valorizzazione e il rilancio del nostro territorio. E si parte proprio da uno dei valori più importanti per la persona, la cura e la tutela della salute. Se non si ha la salvaguardia di tale diritto, peraltro costituzionalmente garantito, non è possibile parlare di welfare sociale. E’ lì che, dove gli interventi pubblici registrano un netto ritardo soprattutto rispetto al panorama europeo, la rete territoriale può e deve dare delle risposte concrete. E l’impegno sociale parte da un territorio come quello ennese fragile e debole da più punti di vista e in cui si registra uno stato di disoccupazione e di povertà sempre più diffuso, ma che ha voglia di riscatto e di nuove opportunità. E mi auguro, perchè no, che Enna sia da apripista ad iniziative di questo genere anche in altre realtà siciliane.

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