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Il biotestamento è legge: l’editoriale di Mario Antonio Pagaria

Non si è  concluso nulla. A nulla sono servite le mobilitazioni (peraltro tiepide) dei Cattolici. Il biotestamento è legge. Il Partito Democratico che si autodefinisce, per chissà quale investitura divina, anche  “Cattolico”l’ha avuto vinta anche questa volta. E questa volta con l’apporto determinante del Movimento Cinque Stelle.Purtroppo, fino a quando,  certa stampa, continuerà a dire che i partiti di sinistra sono anch’essi detentori del voto cattolico, i risultati saranno questi. Il troppo permissivismo e il relativismo hanno portato verso una Babele generale, tant’è che ormai i  cattolici versano in una immane crisi d’identità. Non ci sono più punti fermi e, di conseguenza, i valori non negoziabili, sono stati posti in secondo piano dalle formazioni politiche.

Il Movimento Cinque Stelle si sta rivelando un insieme  di politicanti che vivono di espedienti,  tanto da giungere, ultimamente, al parossismo di auto definirsi “francescani”. Ma almeno hanno avuto e stanno avendo il coraggio di schierarsi contro molti principi della Chiesa Cattolica. Il Centrodestra potrebbe rimanere interessante ma con leader come Berlusconi, che si fa fotografare con gli agnellini per far dimenticare Ruby, non dá alcuna sicurezza. È sotto gli occhi di tutti, inoltre, sempre nel Centrodestra ( O Destra?) la posizione estrema di partiti come Lega e Fratelli d’Italia, contro gli immigrati. Insomma da qualsiasi prospettiva la si guardi , la politica italiana di appartenenza alla Chiesa Cattolica, non è in crisi, è per essere indulgenti, “alla frutta”.

Si rende, dunque , necessario, oggi più che mai , che i cattolici si riaggreghino attorno ai valori evangelici. Ma queste istanze devono provenire dai Vescovi che ne sono il traino, poiché i laici hanno fallito. Non ci sono laici, ad oggi, che rappresentino con coraggio le richieste  del popolo cattolico. C’è un divario enorme, un forte scollamento fra la la gente comune e il clero. Non esistono più sacerdoti come don Sturzo. Molti  sono troppo occupati nelle cose del mondo piuttosto che verso la catechesi ai fedeli sui valori. Gli intellettuali cattolici di “rottura” non esistono più. Quei pochi che ci sono, nel momento in cui esternano le proprie idee, vengono sistematicamente “sbranati” dai cosiddetti autoproclamatisi “intellettuali cattolici di Sinistra”. Se non ci sarà comunione di intenti fra i Vescovi (CEI) la politica italiana continuerà nella sua parabola discendente e, presto, non solo l’eutanasia di Stato sarà legge definitiva, ma tutto quanto contravviene al cattolicesimo,  comprese le estreme teorie “Cirinná”. Dunque che si fa? Una nuova Dc? Non lo so.

Chi ci ha provato ha fallito ed è stato solennemente bocciato. Il cambiamento, forse, deve venire dal basso, da parte nostra, da parte di noi cattolici del popolo. Dobbiamo ritrovare la nostra identità ed avere il coraggio di dire a chi vota certe leggi: “Tu non sei cattolico e non hai diritto di definirti tale”. No, non possiamo definirci cattolici e sistematicamente contravvenire alle leggi della Chiesa. Si rende necessario che il Clero richiami ogni laico alle proprie responsabilità. Si rende necessario che ogni Cristiano venga richiamato verso la propria appartenenza. È ormai un’esigenza impellente. Basta chiacchiere e proclami. È venuto il tempo dell’azione. Ancora non è tardi. Non si può ridurre l’appartenenza cattolica ad un mero esercizio della carità verso i poveri, azione assolutamente necessaria, ma che non può prescindere dalla difesa dei valori medesima, nè imperniare tutto sull’abuso della “Teologia della Misericordia” interpretando parossisticamente e a convenienza le parole del Papa.

Mario Antonio Pagaria

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