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Facebook come “Grande Fratello” svela i segreti di famiglia: ecco come

La funzione ‘Persone che potresti conoscere’ di Facebook da divertente giochino che permette di trovare i vecchi compagni delle elementari può diventare un ‘Grande Fratello‘ in grado di svelare i segreti di famiglia.

Lo testimoniano diversi casi, raccolti dal sito di tecnologia Gizmodo, in cui l’algoritmo del social network, di cui si conosce solo in parte il funzionamento, ha messo in contatto persone ‘insospettabili’, dai clienti di una prostituta ai pazienti di uno psichiatra.

Nel caso della prostituta, che vive in California, la donna si è vista consigliare come amici sul suo profilo ‘normale’ alcuni clienti abituali, nonostante l’indirizzo email e il telefono che usava ‘per lavorò fossero diversi e non avesse un profilo Facebook nella vita ‘parallela’.

Lo stesso problema, racconta la donna, è stato riscontrato anche da altre colleghe.

“Chi va con una prostituta è molto preoccupato per la privacy – racconta – usano nomi, email e telefoni alternativi. In questo caso abbiamo persone che adottano misure di sicurezza aggiuntive rispetto alla popolazione generale, per non rivelare la propria identità, e comunque i loro nomi veri sono connessi su Facebook”.

Una spiegazione probabile, suggerisce il sito Gizmodo, è che il social network usi informazioni carpite da altre app del telefono, come la geolocalizzazione.

In altri casi riportati ad essere connessi sono stati i clienti di uno psichiatra, ma anche persone che si erano semplicemente incrociate per strada. Le spiegazioni della compagnia sono state sempre piuttosto fumose, e non sono mai stati rivelati quali siano effettivamente i parametri utilizzati per mettere in connessione i vari profili, anche se i comunicati ufficiali hanno sempre negato di utilizzare tecniche troppo ‘spinte’.

Il dubbio che il social network vada a sbirciare almeno anche nelle email è venuto ad una donna che viveva in Florida, che ha descritto sempre a Gizmodo la propria vicenda: si è vista consigliare una signora avanti con gli anni dell’Ohio, con un cognome vagamente familiare, per poi scoprire che era la cognata del nonno biologico che non aveva mai conosciuto. «Come il social ci abbia connesse è un mistero – spiega -. Mio padre ha visto suo marito una volta sola, si sono scambiati le email, ma nessuno dei due usa Facebook, così come nessuna delle altre persone che ci separano nell’albero genealogico».

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