Cultura

Appello del Papa per la “buona politica”

Appello del Papa per la “buona politica”, “non quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi”, “che non sia né serva né padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali”.

Francesco, arrivato alle 8 a Cesena, prima tappa del viaggio in Emilia Romagna che lo ha portato poi a Bologna, ha parlato anche della corruzione come “tarlo della vocazione politica”.

A Bologna, invece, ha incontrato i migranti nell’Hub di via Mattei: è “necessario che un numero maggiore di Paesi adottino programmi di sostegno privato e comunitario all’accoglienza e aprano corridoi umanitari per i rifugiati in situazioni più difficili, per evitare attese insopportabili e tempi persi che possono illudere”.

Discorso del Papa

“Questa piazza, come tutte le altre piazze d’Italia, richiama la necessità, per la vita della comunità, della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi. Una politica che non sia né serva né padrona, una politica che non sia né serva né padrona ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali – esse infatti non sono un pozzo senza fondo ma un tesoro donatoci da Dio perché lo usiamo con rispetto e intelligenza. Una politica che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull’interesse dell’intera cittadinanza”.

“Questo – ha aggiunto – è il volto autentico della politica e la sua ragion d’essere: un servizio inestimabile al bene all’intera collettività. E questo è il motivo per cui la dottrina sociale della Chiesa la considera una nobile forma di carità. Invito perciò giovani e meno giovani a prepararsi adeguatamente e impegnarsi personalmente in questo campo, assumendo fin dall’ inizio la prospettiva del bene comune e respingendo ogni anche minima forma di corruzione”.

A braccio ha aggiunto: “La corruzione, la corruzione è il tarlo della vocazione politica, la corruzione non lascia crescere la civiltà e il buon politico ha anche la propria croce quando vuole essere buonoperché deve lasciare tante volte le sue idee personali per prendere le iniziative degli altri e armonizzarle, accomunarle perché sia proprio il bene comune a portare avanti. In questo senso il buon politico sempre finisce per essere un martire al servizio perché lascia le proprie idee ma non le abbandona, le mette in discussione con tutti per andare verso il bene comune e questo è molto bello”.

“Da questa piazza vi invito a considerare la nobiltà dell’agire politico in nome e a favore del popolo, che si riconosce in una storia e in valori condivisi e chiede tranquillità di vita e sviluppo ordinato. Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa, longanimità, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un’impossibile perfezione”.

A braccio: “E quando il politico sbaglia che abbia la grandezza d’animo di dire: ‘Ho sbagliato, scusatemi, andiamo avanti così’. E questo è nobile, questo è nobile!”.

“Le vicende umane e storiche e la complessità dei problemi non permettono di risolvere tutto e subito. La bacchetta magica non funziona in politica. Un sano realismo sa che anche la migliore classe dirigente non può risolvere in un baleno tutte le questioni. Per rendersene conto basta provare ad agire di persona invece di limitarsi a osservare e criticare dal balcone l’operato degli altri”.

Ancora a braccio: “E questo è un difetto, quando le critiche non sono costruttive. Ma se il politico sbaglia, vai a dirglielo, ci sono tanti modi di dirlo: “Ma, credo che questo sarebbe meglio così, così… per la stampa, per la radio…”. Ma dirlo costruttivamente e non guardare dal balcone: ‘balconare’ la vita aspettando che lui fallisca, no! Questo non costruisce la civiltà”.

“Si troverà in tal modo la forza di assumersi le responsabilità che ci competono, comprendendo al tempo stesso che, pur con l’aiuto di Dio e la collaborazione degli uomini, accadrà comunque di commettere degli sbagli. Tutti sbagliamo: ‘Scusatemi, ho sbagliato. Riprendo la strada giusta e vado avanti’”.

Il Papa ha proseguito: “Cari fratelli e sorelle, questa città, come tutta la Romagna, è stata tradizionalmente terra di accese passioni politiche. Vorrei dire a voi e a tutti: riscoprite anche per l’oggi il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile e date il vostro contributo, pronti a far prevalere il bene del tutto su quello di una parte; pronti a riconoscere che ogni idea va verificata e rimodellata nel confronto con la realtà; pronti a riconoscere che è fondamentale avviare iniziative suscitando ampie collaborazioni più che puntare all’occupazione dei posti. Siate esigenti con voi stessi e con gli altri, sapendo che l’impegno coscienzioso preceduto da un’idonea preparazione darà il suo frutto e farà crescere il bene e persino la felicità delle persone”.

A braccio ha aggiunto: “Ascoltate tutti, tutti hanno diritto di voce, ma specialmente ascoltate i giovani e gli anziani: i giovani perché hanno questa forza di portare avanti una cosa; e gli anziani perché hanno la saggezza della vita e hanno l’autorità di dire ai giovani, anche ai giovani politici: “Ma, guarda ragazzo, ragazza, su questo sbagli, prendi quell’altra strada, pensaci”. Questo rapporto fra anziani e giovani è un tesoro che noi dobbiamo ripristinare. Oggi è l’ora dei giovani? Sì, a metà, è anche l’ora degli anziani. Oggi è l’ora in politica del dialogo fra i giovani e gli anziani! Per favore andate su questa strada”.

“La politica è sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all’aggressività e alla pervasività di altre forme di potere, come quella finanziaria e quella mediatica. Occorre rilanciare i diritti della buona politica, la sua indipendenza, la sua idoneità specifica a servire il bene pubblico, ad agire in modo da diminuire le disuguaglianze, a promuovere con misure concrete il bene delle famiglie, a fornire una solida cornice di diritti–doveri – bilanciare tutti e due – e a renderli effettivi per tutti. Il popolo, che si riconosce in un ethos e in una cultura propria, si attende dalla buona politica la difesa e lo sviluppo armonico di questo patrimonio e delle sue migliori potenzialità. Preghiamo il Signore perché susciti buoni politici, che abbiano davvero a cuore la società, il popolo e il bene dei poveri. A Lui, Dio di giustizia e di pace, affido la vita sociale e civile della vostra città. Grazie”.

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