Cultura

Lettera aperta alla Ministra della P.A. Marianna Madia

 

Con analoga lettera aperta del 7 febbraio 2016, trasmessa anche per le vie tradizionali, avevo rappresentato  fatti collegati ai numerosi crolli verificatisi  in Sicilia, il più eclatante quello verificatosi il 30 dicembre 2014 relativo al viadotto “Scorciavacche” sulla strada Agrigento Palermo, “inaugurato in pompa magna soltanto una settimana prima”,ancora non collaudato.

Lettera suggeritami dal grave fatto accaduto per il crollo del ponte sulla superstrada Milano Lecco.

Appare molto strano come ad oggi resistono ponti costruiti duecento anni fa’, mentre crollano ponti costruiti negli  ultimi 50 anni.

Ogni volta si riparla di verifiche da effettuare per verificare lo stato delle moltissime opere a rischio ma niente in concreto è stato fatto, mentre assistiamo al tentativo di scaricare sempre ad altri ogni responsabilità.

Tutte le opere che hanno utilizzata “malta cementizia” costruite negli ultimi cinquant’anni sono a rischio, ed è facile anche a distanza di tempo individuarne cause e responsabilità.

Anche un Maresciallo dei Carabinieri di un piccolissimo comune sa che, da almeno  dieci lustri , il 90% degli impianti è nelle mani della malavita che impone ai costruttori condizioni “particolari” per forniture “ non particolari”.

Tutti sanno il modo come vengono effettuati i controlli in corso d’opera e tutti sanno come vengono effettuati, nella maggior parte dei casi, i collaudi.

Collaudi “a campione”; ma rimane più di un dubbio come avviene la scelta dei campioni.

Con la lettera sopra richiamata suggerivo di modificare la norma che disciplina la nomina dei collaudatori i quali non devono essere nominati dopo mesi della ultimazione dei lavori ma contestualmente all’inizio dei lavori.

Il collaudatore così sarebbe  responsabile, unitamente al direttore dei lavori,  della qualità dei prodotti utilizzati e non l’agnello sacrificale  al momento in cui si verificano  i danni.

Sui ponti, viadotti e costruzioni in genere che utilizzano malte cementizie, il collaudo non deve essere effettuata a campione anche perché sorge più di un dubbio di chi indica i campioni da controllare.

Cara Ministra, lei che si sta dimostrando molto attiva nel tentativo di migliorare la nostra P.A. cerchi di valutarel’aspetto che con la presente ho voluto rappresentarle.

Angiolo Alerci

 

 

In alto