Cultura

La memoria del paesaggio nella poesia di Aurora Cantini

“Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto.
Ho ascoltato le poesie degli alberi frondosi che muovendosi nel dolce tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell’azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita, mi amavano teneramente, silenziosamente e per sempre, portandomi oltre la curva del tramonto, fino a raggiungere le stelle.”

Questo si legge nella quarta di copertina di Oltre la curva del tramonto, una raccolta di poesia di Aurora Cantini, edita da LietoColle.

Aurora Cantini aveva già pubblicato tre libri di poesie: “Fiori di campo”, “Nel migrar dei giorni” e “Uno scrigno è l’amore” ; e due libri di narrativa : “Lassù dove si toccava il cielo” e “Come briciole sparse sul mondo”.

Questo ritorno alla poesia appare strettamente privato e intessuto di una liricità che è grazia e rapido incanto. Il Luogo cantato è un paesaggio di montagna custode di strade di ricordi, di silenzi, di assenze. C’è anche uno sguardo verso l’inquietudine del mondo ma è  in netto contrasto con il senso di pace che trasuda dal paesaggio circostante.

LietoColle

http://www.lietocolle.com/shop/collane-collana-blu/cantini-aurora-oltre-la-curva-del-tramonto/

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