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Enna: Paesaggi Urbani la bellezza è multiculturale

Enna– Un teatro a cielo aperto, Enna, dove le scenografie urbane per un giorno intero sono opere “effimere”, simbolo di una realtà in continuo mutamento. Mentre Palazzo Militello, si è trasformato in una vera officina d’arte: un cantiere multilingue e multiculturale dove decine di studenti di architettura provenienti da sei Paesi euromediterranei, tutor, professionisti e volontari hanno lavorato per tutto il giorno alla realizzazione delle installazioni urbane “temporanee” per il progetto KiWis dell’Università Kore, Facoltà di Ingegneria e Architettura. Obiettivo: rigenerare con installazioni “effimere” dieci quartieri dimenticati di Enna.

Gli sguardi e la curiosità degli ennesi sono tutti per loro: gli 86 studenti di architettura del Cairo, di Alessandria e Luxor, dell’Oman e del Libano, i ricercatori olandesi, spagnoli e arabi e i colleghi della Kore di Enna e dei due atenei di Napoli. Un esercito di “quasi architetti” per un gemellaggio ideale fra i popoli euromediterranei che ha fatto di Enna – e per esteso della Sicilia – un luogo deputato al dialogo fra culture e idee di varie latitudini. Provando a coinvolgere la comunità locale.

Prof. Fabio Naselli: “Il primo risultato, più importante e permanente, è la partecipazione concreta della città. Gli artigiani hanno contribuito in maniera attiva a questo progetto. Il nostro obiettivo non è raggiungere obiettivi materiali ma immateriali: le arti effimere sono una provocazione per rendere la città il simbolo di un messaggio culturale e di pace”. Un obiettivo condiviso anche dal prof. Ferdinando Trapani dell’Università di Palermo, coordinatore del comitato didattico accademico della Kore, che sottolinea il “valore culturale e sociale del progetto KiWis”.

Stamani, a Palazzo Militello, i vertici del Cnr egiziani hanno lanciato un messaggio di pace da e per il Mediterraneo. Messaggio condiviso dal preside della Facoltà di Ingegneria e Architettura della Kore di Enna, Giovanni Tesoriere e apprezzato da ricercatori e studenti italiani e dei Paesi ospiti. “L’arte unisce i popoli – commentano i tutor dei gruppi impegnati ad assemblare materiali diversi – e parla una sola lingua”. Dalle 17, pioggia permettendo, comincia la festa condivisa con la città: musica live, canti, danze e reading letterari fino a mezzanotte.

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